Forse è il dolore.

Si stringe nella vestaglia di seta e guarda dal bovindo il traffico intorno alla piazza. Londra piange d’autunno e le macchine scorrono lente. Sembra che il momento si sia cristallizzato e ci sia fin troppo tempo per pensare, per ragionare.

Si stringe nella vestaglia di seta e guarda il riflesso di sé nella finestra: una tazza di tè in mano, un libro girato, aperto sui cuscini dove siede, e uno sguardo abbastanza vuoto. Deve riuscire a non pensarci.

Sua madre ha telefonato qualche ora prima. Non hanno litigato – hanno discusso civilmente. Ma la cosa che più l’ha colpita della telefonata è stata la pacatezza con cui sua madre ha dichiarato che non ci spera più, lei: sua figlia non troverà mai marito e non si farà altri problemi a dirlo anche alle amiche sposate e con nipotini.

Appoggia la tazza.

All’amore non ci ha mai creduto. Nemmeno guardando quei due che stanno correndo attraverso la piazza sotto l’ombrello: si fermano per baciarsi e ridere, proprio a metà strada davanti a lei, poi corrono di nuovo, protetti da quello scudo di tela.

Ci sono altre cose che la fanno sentire viva: il viaggiare, ad esempio. Ma anche le giornate in cui va a correre, le scarpinate in collina, il sapore dello scotch la sera dopo cena, il tè della buonanotte…

Vorrebbe provare a capire che cosa ci trovano nell’amore. Vorrebbe capire a che risultato materiale potrebbe portare tutta la fatica, ma l’unica cosa che riesce a vedere è sua nonna. Sua nonna che stava seduta al fianco del nonno mentre non si parlavano guardando la televisione. Sua nonna con un viso appiattito e rovinato dalla stanchezza e dall’età, muta mentre aspettava. Sua nonna, sempre immobile, anche col marito cremato e inurnato nella credenza dove una volta teneva le caramelle.

Si alza: è troppo stanca per capirne di più.

In camera si sdraia e chiude gli occhi: forse è il calore, la cosa che le manca di più. Il sentire robuste braccia che la sorreggono e proteggono, mani ampie che percorrono il suo corpo, come un oggetto di design.

Mantiene gli occhi chiusi: forse è il dolore, che da tempo non prova più, a farla stare in vita.

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