Continuo.

Bella, come non mai, perché non ti ho mai potuto avere e mai più ti penserò. Sei bella quando alla mattina sorridi dolcemente e cerchi di dimostrarti più presente nella mia vita, finché…

A cento, centoventi, duecento, forse di più su questa strada: un rettilineo infinito, curve brusche, linee sinuose, come il tuo corpo.

Sono stati anni di fatica, fatica per conquistare la tua fiducia e ora penso di averla persa tutta in un solo colpo.

C’è qualche nostra amica che dice che sono troppo spericolato in macchina poiché, quando posso, non riesco a far altro che aumentare la velocità, così da sprecare meno tempo, arrivare subito e iniziare e capire cosa ci sarà dopo, cosa succederà d’altro.

Sono troppo spericolato in macchina perché quello che ho da perdere non c’è: sono solo, sono perso in quello che pare un problema senza fine e tu ti allontani da me.

Perché è inutile che mi guardi con occhi supplichevoli, perché sono stanco, davvero, di sentirmi dire che un giorno, forse, io e te.

Mentre lui.

No, lui… non lo sopportavi, era semplicemente il capo dei barbari, quando poi però l’hai conosciuto, quando poi però hai saputo la fama che aveva tra i nostri conoscenti…

Quando ti ho perso non me ne sono accorto, tanto ero concentrato sulla tua figura per farti star meglio, farti capire che io e solo io potevo essere il meglio per te.

Non so cosa mi aspettassi da quelle giornate insieme a ridere, forse solo un abbraccio, un bacio, una carezza…

Ma tu niente. Sei riuscita a guardarmi negli occhi, fredda, e a sottolineare che ora lui è tra noi, che ora lui è più importante di me.

E fino all’altro ieri lo vedevi come usurpatore della nostra terra.

Quando me l’hai detto ho capito che cosa dovevo fare, infatti sto sfrecciando su questa strada senza premere il freno.

Quando me l’hai detto ho capito che tutti quei momenti insieme erano solo un metodo per alleviare la noia. E finché ti sentivi amata.

Continuo a correre con questa macchina e continuo a rimuginare su ciò che non è stato.

Continuo a correre perché so che, prima o poi, imparerò a dimenticare e perdonare.

Continuo a correre: riesci ad afferrare il mio stato d’animo ora?

Continuo a correre.

Continuo.

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