Vorrei dirti che…

Siedo in ufficio a guardare il vuoto in un momento di pausa. La giornata è finita, ma ci sono sempre così tante cose rimandate e da rimandare che non c’è mai un secondo di pausa dalla vita reale. Questo è un posto sicuro, perché il mio cervello non riesce a vagare troppo, ha degli obiettivi e dei prodotti da portare avanti. E ci sono delle scadenze, maledette loro, che non mi fanno fermare.

Avevo detto che sarebbe andato tutto bene. Sul divano, guardando fuori. Adesso hanno tolto il ponteggio e dalla finestra sul balcone si vede di nuovo la vallata per bene e i treni che passano, sempre in ritardo – e purtroppo non è una frase fatta.

Eppure non ci sei più. E quindi ogni volta che mi fermo penso a cosa stia succedendo nella tua vita, a cosa sarebbe potuto succedere nella nostra. Ma non ci sei più e non so come dirti quello che passa per la mia testa.

Vorrei dirti che ho paura ci siano state delle bugie. E che anche solo il sospetto mi fa provare dolore, perché non vorrei pensare male. Vorrei dirti che ho smesso di soffrire, ma a volte la solitudine si sente. Ma meglio così – meglio per te, per la tua situazione, meglio per me e per la mia ansia.

Vorrei dirti che voglio dimenticarti. Perché non sono uno di quelli che si inventano difetti per gli altri, per quelli che se ne sono andati. Ma purtroppo devo convincermi che non eri per me, non eri per la mia vita. Anche se alla fine, di notte, quando tutto svanisce, non riesco a non pensare che forse poteva essere una delle esperienze più belle della mia vita. Eppure è finita.

Vorrei dirti che non sono realmente così felice per te. Lo sono a immaginare la situazione e saperti più calmo e tranquillo, ma lo sono meno a immaginare come siano andate le cose quando ci siamo salutati, quando abbiamo parlato di lui. Come ho detto, e ora confermo, non vorrei mai vederti soffrire, nonostante i nostri problemi e i miei dolori, ma la casa è di nuovo vuota e a volte non sembra avere senso risistemarla.

Vorrei dirti che mi è passata, ma non passerà mai. Ci ho creduto troppo, certamente più di te, ma non è un problema: succede. E con tutti i discorsi che ti ho fatto sono soddisfatto, perché ho dimostrato a me stesso di riuscire ad essere una persona matura, una persona evoluta.

Eppure non ci sei più. E certe cose non posso dirtele, perché non sopportavi i miei discorsi – e non li sopporterai mai. Quindi le scrivo qui, sperando tu le legga. E sperando tu mantenga un ottimo ricordo di me.  E io di te.

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