Di eroi buoni e fisici.

Questa mattina ho guardato un video condiviso su Facebook da un mio contatto scozzese. Non so perché ci sono video che ti basta una frase e sai già come andranno a finire, ma li guardi. Li guardi per confermare il sospetto e perché preferisci il contenuto originale piuttosto che un riassunto di qualcun altro. Anche perché i primi riassunti che andresti a leggere sono in italiano e non ti fidi delle traduzioni e del sensazionalismo che ormai da noi va così di moda…

Questa mattina ho ascoltato, per cinque minuti, un ragazzo parlare. Che se poi vai a scavare è uno che esce alla sera con gli amici, che si è diplomato a pieni voti e che ha una famiglia normale, funestata dalla scomparsa del padre, con i tipici problemi da famiglia britannica del 2013. Però poi ha comunque più di un milione di fan su Facebook, più di due milioni su Twitter e si tuffa qua e là per lavoro.

Tom-Daley-main_1676760aNon so se è l’esagerata sensibilità che ho nell’ultimo periodo, ma non ho avuto una buona sensazione a vedere il video di “coming out” (spiegherò le virgolette a breve) di Tom Daley, questa mattina. Nei suoi occhi e nella sua voce c’è una certa paura, un’agitazione che non è propriamente quella del “qualcosa cambierà in meglio da oggi”. Probabilmente c’è un motivo dietro questa decisione che non lo fa stare tranquillo – si potrebbe ipotizzare di tutto, a partire dai paparazzi pronti a dare fastidio, ma non voglio partire con presupposizioni magari sbagliate.

C’è da dire che non c’è realmente nulla di risolto in questo video. “Off course I still fancy girls” ha detto, ma al momento ho una relazione con un ragazzo – che è stata una sorpresa, questa primavera. E un po’ lo invidio: avere una relazione sorprendente e coinvolgente quando meno te l’aspetti… e soprattutto non dover attraversare quel periodo destabilizzante e depressivo che è la scoperta della propria attrazione verso gli uomini senza aver qualcuno al proprio fianco. E attenzione: attrazione, non omosessualità. Qui non c’è ancora nulla di definito, perché è un ragazzo giovane che ha mille progetti in corso e probabilmente non pensa a se stesso ancora un secondo tra le Olimpiadi di Londra 2012 e i programmi TV che l’hanno ospitato.

Però bastano 38 minuti, ad occhio, per far partire tutte le redazioni e farle lavorare sulla rielaborazione di un video di cinque minuti: i blog gay sono sempre pronti ad avere nuovi eroi da proporre al proprio pubblico. E infatti ora Tom, che non ha detto di essere gay, ma di avere una relazione con un ragazzo al momento – è ben diverso – è già il gay del 2013. E come se fosse un form precompilato tutti a dire TOM DALEY È GAY nel titolo del proprio articolo. E tutti ovviamente a ricordare con fotogallery i momenti più hot e sexy della sua carriera sportiva.

Tom DaleyIo Tom Daley lo seguo da Londra 2012. Certamente la componente fisica c’è, ma c’è qualcosa in più, che si è notato soprattutto con la vittoria del bronzo alle olimpiadi: è l’impegno. È stato il momento in cui l’intera squadra britannica ha gioito e festeggiato con lui la medaglia che mi ha fatto capire che Tom non è solo sexy, è un eroe buono. Amato dai suoi compagni, appassionato di quello che fa e con una storia da raccontare – il padre sparito da poco, l’impegno per le olimpiadi, la medaglia, i progetti futuri. Eppure sembro l’unico a ricordarsi queste cose. E fa un po’ amarezza perché a noi gay bollano sempre come stupidi e senza un obiettivo, come dalla testa vuota e interessati solo all’apparenza. E Tom Daley diventerà l’ennesima icona LGBT ricordata per il suo fisico, ma non per i suoi meriti. Siete davvero contenti del risultato?