Tropicanal.

Immanuel_CastoQuesta mattina mi sono svegliato con la voglia di ascoltare una canzone in particolare. È una cosa che capita spesso, la cosa che stupisce è sempre la canzone: a volte sono successi dell’Eurovision, a volte canzoni che ascolto molto in questo periodo – vorrei esistesse uno studio scientifico per capire meglio queste cose.

In ogni caso, questa mattina mi sono svegliato con la voglia di ascoltare Tropicanal di Immanuel Casto: la canzone più estiva e piena di sexual innuendoes che io conosca. La figura di Immanuel Casto mi fa abbastanza sorridere e mi porta tanti ricordi: mi avevano fatto scoprire delle sue canzoni alcuni “amici di internet” circa otto anni fa e ogni tanto rispuntava nelle nostre conversazioni.

A quei tempi era solo ascoltare per ridere, perché si definiva il Principe del Porn Groove, scriveva testi pieni di immagini sessuali ed eravamo nel pieno dell’adolescenza. Era famoso su internet e nella mia mente si esibiva solo in locali di Milano e nessuno lo conosceva (stava già a Bologna, dice la Wiki, quindi chissà come avevo fatto a inventarmi questa storia).

Era simpatico, essenzialmente. Era una cosa diversa, contestualizzabile in un mondo di serate gay di cui essenzialmente raccontava l’esito. Era la musica che ascoltavi con le cuffie per non farla sentire a tua madre, come una volta c’erano i Gem Boy, per noi c’era lui.

Poi nel 2011 è diventato più serio: video seri, un management serio, un CD prodotto per bene… non so dirvi se ha perso in qualità. Certamente Revival, la canzone di lancio del disco, non conteneva tutti i giri di parole per rendere immagini decisamente ridicole o sessuali. Ok, era un lancio mainstream, lo capisco anche io, eppure. Eppure con Zero Carboidrati (prendendo in giro la Dukan e le varie diete che vanno di moda – anche e soprattutto nel mondo gay) e con Tropicanal fa ancora piacere ascoltarlo.

Alla fine non è solo divertimento. Zero Carboidrati come Killer star parlano anche di altro, nel suo piccolo parla di società e di quanto l’Italia stia diventando scema (in Killer star dice tutto quello che penso su quei programmi scabrosi che vanno di moda ora sugli omicidi di attualità, dove c’è gente che LITIGA per dire la sua su chi potrebbe essere stato). E alla fine non sono testi scontati: ci sono sempre giri di parole lunghi e termini a volte anche alti – e questo a me piace abbastanza.

Ultimamente mi ha portato tristezza sentir dire che è solamente volgare. Non mi viene da dire sia la persona più elegante del mondo, certo, ma mi sono stupito della definizione in sé: non demenziale – che potrebbe starci – volgare.

Posso fare un appunto sulla volgarità? Riusciamo a vedere programmi televisivi con donne nude e trattate come oggetti, giocare a videogame con eroine svestite ed esageratamente caricate sessualmente, leggere racconti banali, ma elogiati dalla critica come di “rottura”, dove il più è fatto dalle scene di sesso. E si riesce a definire un personaggio – un divertimento frivolo – volgare? Mi hanno detto che dovrei smetterla di stupirmi di certa gente. Hanno ragione.