C’è traffico in Lombardia!

C’è traffico in Lombardia! Traffico, vi dico! Tanto traffico, troppo traffico: così tanto traffico che siamo sempre fermi, siamo sempre in coda, siamo sempre incazzati: lo sento ogni mattina alla radio, quando informano sullo stato delle strade in Lombardia e Piemonte! Sulla A4 a Dalmine c’è sempre un disastro, poi non vi dico dalle stradine e stradelle che si passano col treno…

Ma oggi è l’apocalisse, oggi è il disastro completo: hanno cambiato i turni al personale Trenord, hanno provato un sistema elettronico che ha spedito mille capitreno nella stessa stazione e ne ha lasciate altre senza nessuno. E i treni chi li fa girare? Esatto, loro. E loro non erano lì e i treni si sono sentiti un po’ trascurati ed è finita che a casa mia ci sono arrivato in macchina – grazie papà per essere sempre in giro.

E non puoi tenere una regione come la nostra senza treni, no. Ci muoviamo freneticamente senza pensarci nemmeno più: ieri ho preso un suburbano di corsa pensando “perché no?” e infatti sono arrivato a casa, domani probabilmente farò con calma, tra una settimana invece sarò ancora lì in stazione!

E quando sei in metropolitana un minimo ti infastidisce la borsa della signora sugli stinchi, il borsone del ragazzo nelle costole, il deficiente che ha uno zaino grande il doppio del suo corpo e non si rende conto di avere un’arma attaccata alle spalle…

E le porte si aprono, ma nessuno scende, le porte si chiudono e la gente non si ferma, le porte si aprono e si picchiano per essere fuori per primi: viviamo di pazzia, viviamo di guerra civile, viviamo di mezzi di trasporto che non sappiamo usare.

Ma una volta non era così: non avevamo orari cadenzati, non dovevamo ricordarci che il treno partiva ai minuti .31 e .01, ma dovevamo tenere con noi orari, orarini e orarietti dove ci appuntavamo qualsiasi cosa (numeri di telefono, indirizzi e-mail, cose da fare, cose da dimenticare), li sfogliavamo come i santini le nonne, li guardavamo scritti così in piccolo e ci chiedevamo chi ce l’avesse fatto fare.

E poi un treno passa, un altro ancora, si incrociano ad una stazione da qui, si salutano e poi ripartono, correndo/sbuffando/correndo/sbuffando/correndo…

E poi.

Arrivi a casa.

Ti ci chiudi dentro: due mandate, perché più non va.

Ti ci chiudi dentro e mangi, pensi, pulisci, prepari.

Porti giù la spazzatura e guardi la strada completamente vuota. Puoi attraversare dove ti pare, non devi aspettare un semaforo!

Guardi le poche macchine superstiti e sorridi: l’aria è pungente e ti senti più tranquillo, vorresti avere tutto il tempo della terra per vivere quell’istante di silenzio, mentre quasi tutti sono a dormire.

C’è una sola luce rossa – quella del passaggio a livello – che ti fa tornare alla realtà. La guardi e ti rendi conto che la pace finirà in poche ore. Domani ci sarà di nuovo traffico in Lombardia.

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