Credo di aver perso un’edicola.

Abito in questo posto da un mese e qualcosa. Il paese lo conoscevo abbastanza bene perché venivo sempre a trovare una mia amica, ma alla fine sono ancora all’oscuro sui negozi che ci sono qui intorno. Continuo a essere certo che ci sia almeno un ferramenta, ma che non vogliano farlo notare.

Il paese è piccolo, sì, ma ha una di quelle forme incomprensibili che prendono i paesi dopo la costruzione di mille nuove case: a fine ottocento era solo un paese di mille abitanti, che ha visto – con l’apertura della ferrovia e di un ponte sul fiume – la crescita esponenziale degli abitanti.

I paesi alla fine sono come persone: per questo a volte mi piace studiare la loro storia. Dove vivevo prima non c’era molto da dire: comunità parrocchiale cinquecentesca, ferrovia che costeggia, ma non entra in paese, costruzione di nuove case solo intorno alle vie già presenti… molto lineare, è già tanto se non hanno cercato di riempire le rotonde parcheggiandoci dei camper!

Qui invece la situazione è stata abbastanza differente e molto più complicata.

In Brianza il centro del paese è la chiesa. Abbiamo chiese di ogni dimensione e tipo, solitamente moltiplicate per le frazioni esistenti e – qui, ma anche altrove – a volte si hanno più di una chiesetta per zona. Nel vecchio paese avevamo pure la chiesetta dietro la basilica, a pochi passi da un’altra chiesa e un altro paio di cappelle votive.

Questo paese, come tutti gli altri, ha iniziato nell’ottocento con un centro cittadino con stradine strette intorno alla chiesa e al comune. Poi è nata la ferrovia e ha iniziato a svilupparsi intorno ai binari, fino a che le Ferrovie dello Stato hanno capito che mettere qualche treno cadenziato in più verso Milano avrebbe fatto fare loro affari: così è nato il mio quartiere intorno alla ferrovia.

Alla fine questo posto ha tre centri: il comune (e la vecchia chiesa), la chiesa (ricostruita un po’ fuori, molto più grande) e la stazione. È affascinante vedere come cambino le cose e come cambino i punti di riferimento per chi compra casa!

Sono un degno osservatore di queste cose: le cartine aiutano molto. E poi ci sono dei punti di riferimento che ti permettono di capire se stai andando per la strada giusta: la chiesetta, la cascina, la stazione, l’edicola…

A proposito dell’ultima.

Non potete farmi venire un infarto così facilmente: due giorni fa, camminando verso casa, mi sono reso conto che qualcosa non andava. A momenti passavo ore e ore al buio a fissare una piazzola vuota credendo di essere in un telefilm di fantascienza. Poi mi sono reso conto che un camion stava trafficando davanti al chiosco dell’edicola. Oggi ho scoperto che è stata messa dall’altra parte della ferrovia (dopo aver acquistato i giornali dall’edicola rivale in centro paese).

Dai ragazzi: non fate queste cose. Poi io mi spavento, ho una certa età.

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